Airbnb fa ricorso al Tar contro la tassa sugli affitti brevi

La multinazionale dell’ospitalità Airbnb ha presentato ricorso al Tar contro la legge sugli affitti brevi. La norma, ora pienamente operativa con i regolamenti dell’Agenzia delle Entrate, prevede che gli intermediari delle locazioni turistiche, raccolgano le tasse dovute dai proprietari di casa per conto del Fisco. Obbligo fin dall’inizio contestato dalle piattaforme digitali, in particolare da Airbnb. Il ricorso è stato notificato ad Agenzia delle Entrate, presidenza del Consiglio e Ministero delle Finanze, con cui ora si annuncia una dura battaglia in Tribunale.

Secondo Airbnb, si legge nel ricorso presentato, la norma introdotta violerebbe infatti diverse leggi comunitarie, in particolare la direttiva1535 del 2015 che prevede che gli Stati membri comunichino alla Commissione in maniera preventiva le nuove regole tecniche che riguardano le società digitali. Airbnb ritiene, inoltre, che la norma potrebbe provocare un grave danno competitivo a forte vantaggio dei portali che non fanno intermediazione, come Booking.com. I legali della multinazionale, nel caso il Tar non ravvisasse gli estremi per sospendere l’efficacia della norma, chiedono quindi al Tribunale di rimandare la questione alla Corte di Giustizia Europea, per valutare la sua compatibilità con il Diritto Comunitario.

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