Il futuro dell’immobiliare post Covid – 19

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

                                                                                                                                              Al Ministro della Salute Al Ministro dell’Economia Ai Presidenti delle Regioni

IL FUTURO DELL’IMMOBILIARE POST COVID-19

Illustre Presidente del Consiglio, Onorevoli Ministri e Presidenti delle Regioni,innanzitutto voglio ringraziarVi, unitamente a tutto il mio staff, per l’impegno con cui state affrontando questo momento difficile e drammatico per la salvaguardia delle vite umane del nostro Paese e per gli aiuti concreti profusi a sostegno della nostra economia.RE/MAX, gruppo immobiliare in franchising leader del mercato dell’intermediazione immobiliare mondiale, annovera in Italia 450 agenzie e più di 4.000 affiliati.

Questo settore nel nostro Paese dà lavoro a oltre 46.000 agenti,a cui si aggiungono decine di migliaia di persone impiegate nell’indotto.Sin dall’inizio del lockdown, noi di RE/MAX ITALIA, come tutto il comparto della mediazione immobiliare, abbiamo rispettato le ordinanze emesse dal Governo sospendendo le attività di compravendita, limitandoci a quanto gestibile in totale smart working o attraverso le piattaforme digitali. Noi intermediari immobiliari agevoliamo l’acquisto e la vendita di case e la casa, sia in affitto che di proprietà, è un bene essenziale per ogni essere umano, per ogni Cittadino. Non è un caso che negli USA la nostra categoria professionale sia stata inserita tra le attività essenziali che non hanno mai smesso di operare. Di fronte a un’Italia così segnata dall’emergenza sanitaria, certamente non chiediamo così tanto, ma riteniamo essenziale essere tra le prime attività che potranno riprendere a operare nella cosiddetta “fase 2” o programma di ripresa delle attività produttive.

Per l’economia e per la vita delle persone è importate che le transazioni di compravendita già in corso possano essere portate a compimento, così come le nuove transazioni per chi avrà necessità di comprare o vendere casa. Se le trattative già in corso venissero ulteriormente prorogate, si produrrebbero effetti economici negativi ai quali aggiungere i notevoli disagi per chi, avendo venduto la propria abitazione, si ritrovi nell’impossibilità materiale di trasferirsi in una nuova casa. Considerare l’attività immobiliare tra i servizi essenziali che potranno ripartire nella “fase 2” permetterebbe di limitare tali effetti negativi, preservando gli interessi, non solo dei professionisti coinvolti, ma di tutti i cittadini. Un’azione, questa, condotta nel pieno rispetto delle nuove norme di tutela della salute e igiene pubblica che, siamo consapevoli, ci accompagneranno per lungo tempo. Il comparto della mediazione professionale sta imparando molto da questa crisi ed ha impresso una forte accelerazione verso la quasi totale digitalizzazione dell’attività. Siamo infatti organizzati e pronti per gestire le transazioni immobiliari con una minimizzazione delle interazioni personali, in un quadro di rigoroso rispetto delle norme stabilite dal Governo.

L’attività immobiliare può essere svolta con modalità innovative (visite virtuali, documenti digitali editabili, realtà aumentata, firma digitale, ecc.) sempre più orientate all’utilizzo della tecnologia digitale che permette di gestire telematicamente molte fasi del processo di compravendita. Inoltre, siamo pronti a garantire che il servizio verrà erogato con tutti i presidi e le precauzioni necessarie (distanza di sicurezza tra le persone, accessi contingentati, mascherine, guanti, copriscarpe), tra cui la sanificazione delle abitazioni. Infine, dato di non poco conto, ci teniamo a portare alla Vostra attenzione che la sola intermediazione concorre, col proprio operato, a più del 55% del fatturato complessivo residenziale (603.000 compravendite stimate nel 2019 per 100 miliardi di euro), con un impatto economico e sociale su centinaia di migliaia di famiglie ogni anno. Senza contare che al segmento dell’intermediazione si uniscono la filiera dell’edilizia (la ristrutturazione rappresenta circa 50 miliardi di euro all’anno), dell’arredo, degli elettrodomestici, dell’impiantistica, dei traslochi e di ogni altra attività correlata al cambio casa.Per le ragioni esposte, a beneficio dell’intero comparto, RE/MAX chiede che le transazioni immobiliari, compresi i servizi ausiliari quali erogazione mutui, perizie, traslochi, siano inclusi nell’elenco delle attività che per prime potranno tornare operative nella “fase 2” con le modalità di massima aderenza e rigoroso rispetto dei protocolli e delle linee guida sanitarie stabiliti contro la diffusione di COVID-19.A questo proposito siamo disponibili per un confronto con le autorità preposte al fine di assicurare la ripartenza della nostra attività, mettendo sempre al centro la sicurezza e la salute delle persone.

Questo appello vuole manifestarVi il nostro forte impegno al contrasto del virus ed essere un costruttivo contributo per contenere le ricadute economiche e sociali derivanti da questa terribile circostanza, garantendo i nostri servizi per la casa, un bene essenziale per tutti gli italiani!

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